Milesi Mauro

Excel 15 Ottobre 2026 · 5 min di lettura

Come usare ChatGPT per scrivere formule Excel che reggono

Dal 14 settembre 2026 la funzione =COPILOT() sparisce da Excel, prima ancora di essere uscita dal programma di anteprima (fonte: Microsoft Support). Era la promessa dell’AI dentro la cella, che scrive il risultato al posto tuo.

Chi si era abituato all’idea perde poco. Il modo più solido di usare l’AI su Excel non è mai stato quello: è farsi scrivere la formula, non il risultato, e per quel lavoro un assistente conversazionale come ChatGPT va benissimo. La formula resta nel foglio, si legge, si corregge e continua a funzionare anche il giorno in cui il servizio non risponde.

Perché conviene chiedere la formula e non il numero

Una risposta generata dentro la cella è un valore opaco. Nessuno, a distanza di mesi, sa da dove viene. Se cambia una riga a monte, non si aggiorna con una logica che qualcuno possa verificare.

Una formula fa il contrario: è scritta, è leggibile, la si può testare su un caso che si conosce già. E soprattutto resta di chi lavora nel foglio, non del servizio che l’ha suggerita.

Questo è anche il motivo per cui il taglio pratico dell’AI su Excel non riguarda tanto le funzioni magiche quanto cosa cambia davvero nel lavoro quotidiano.

Cosa mettere nel prompt

Una richiesta come “fammi una formula per sommare i dati” produce una formula generica che non c’entra con il foglio. Servono quattro informazioni, sempre le stesse:

  1. La versione di Excel. Excel 365 e le versioni perpetue dal 2021 in poi hanno CERCA.X, FILTRO, UNICI e gli array dinamici. Excel 2016 e 2019 no. Senza questa informazione arrivano formule che restituiscono #NOME?.
  1. La struttura reale. Non “una colonna con i clienti”, ma “in A2:A5000 il codice cliente, in D2:D5000 l’imponibile, in G1 il codice da cercare”.
  1. Il comportamento nei casi limite. Cosa deve succedere se il valore non esiste, se ci sono duplicati, se la cella è vuota. È qui che si decide se la formula regge in produzione.
  1. La lingua dell’interfaccia. Excel in italiano vuole SOMMA.PIÙ.SE e il punto e virgola come separatore degli argomenti. Chiedere una formula in inglese e incollarla in un foglio italiano produce un errore immediato.

Un esempio di richiesta completa:

Excel 365, interfaccia italiana.
Foglio "Movimenti": A2:A8000 data, B2:B8000 codice cliente, E2:E8000 importo.
In un altro foglio ho il codice cliente in A2 e voglio in B2 il totale
importi di quel cliente per il solo anno 2026.
Se il cliente non ha movimenti nel 2026 deve restituire 0, non un errore.
Dammi la formula con il separatore punto e virgola.

Su una richiesta di questo tipo la formula che torna è utilizzabile o quasi. Il tempo speso a scrivere il prompt si recupera al primo tentativo che non fallisce. Chi vuole andare più a fondo sul modo di formulare le richieste trova il metodo nella guida al prompt engineering.

Verificare prima di fidarsi

Una formula generata va provata su una riga di cui si conosce già la risposta. Non su tutto il foglio: su una riga sola, scelta apposta perché il risultato è noto.

I punti dove sbaglia più spesso:

  • Gli intervalli semiaperti. Formule che citano A:A invece di A2:A5000 funzionano ma rallentano il ricalcolo su file grandi.
  • I riferimenti non bloccati. Manca il dollaro dove serve, la formula funziona nella prima riga e si sposta trascinando verso il basso.
  • SE.ERRORE messo troppo largo. Avvolgere tutta la formula in SE.ERRORE nasconde anche gli errori veri, quelli che segnalano un dato sbagliato a monte. Meglio gestire il caso specifico con l’argomento apposito di CERCA.X.

Quando non conviene chiederla

Ci sono due casi in cui la formula generata costa più di quanto rende. Il primo è il foglio che nessuno riesce a descrivere: se spiegare la struttura richiede più tempo che scrivere la formula, tanto vale scriverla. Il secondo è il calcolo che finisce in un documento firmato, bilancio o dichiarazione: lì la formula la si scrive e la si verifica riga per riga, perché la responsabilità non si delega a un suggerimento.

Dove l’AI aiuta di più

Il guadagno più netto non è sulla formula nuova. È su tre lavori noiosi che tolgono tempo e non insegnano niente:

  • Spiegare una formula ereditata. Si incolla una formula lunga trovata in un file di un collega e si chiede di spiegarla pezzo per pezzo. È il modo più rapido per capire un file che nessuno ha documentato.
  • Tradurre una logica in formula. Si descrive a parole la regola aziendale, per esempio uno sconto maggiorato sopra una certa quantità ma valido solo per i clienti in fascia A, e si chiede la traduzione in formula.
  • Convertire da nidificazione a lettura semplice. Una catena di SE annidati diventa quasi sempre uno SWITCH o un CERCA.X su una tabella di appoggio, che è leggibile e si aggiorna cambiando una riga invece che riscrivendo la formula.

Il fatto che Microsoft abbia tolto la funzione dentro la cella e lasciato Copilot nel riquadro laterale racconta esattamente questo: l’AI conviene come strumento che ti aiuta a scrivere il foglio, meno come motore che sostituisce il calcolo. Su cosa fa e cosa non fa Copilot in Microsoft 365 c’è un articolo dedicato.

Il lavoro ripetitivo lo fa la macchina. La logica del foglio resta di chi lo firma.

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