Milesi Mauro

AI Act per le aziende · aggiornato al 23 ottobre 2026

Scritto con l’aiuto dell’AI, rivisto da Mauro Milesi
Scrivo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come insegno a fare in aula, ma ogni testo lo rileggo, lo correggo e lo pubblico io. L’AI Act chiede di segnalare i testi scritti con l’AI su temi di interesse pubblico quando nessuno ne risponde come editore. Qui ne rispondo io, e lo dichiaro comunque.

L’AI Act non fa paura
se sai cosa guardare

L’Omnibus digitale ha rinviato al 2027 le regole sull’alto rischio. Divieti, formazione del personale e trasparenza invece valgono già. Ecco cosa tocca la tua azienda e cosa fare.

Il controllo in quattro domande

Quello che vale già oggi, senza aspettare il 2027.
Rinviato

L’alto rischio

Software che filtrano CV o valutano i dipendenti: dal 2 dicembre 2027.

Vale già

Divieti, formazione, trasparenza

Chi usa l’AI deve formare chi la usa, dal 2 febbraio 2025.

In Italia

Autorità e regole per l’HR

Dal 23 ottobre 2026: le decisioni finali sul personale restano a una persona.

L’AI Act non è una legge sulla privacy: i dati restano sotto il GDPR, che si applica insieme. Per quella parte c’è la pagina Sicurezza dei dati.

Il calendario, con cosa fare

Tocca una riga per aprire il dettaglio e la fonte.

2 feb 2025In vigoreDivieti e formazione del personaleControlla che nessuno strumento rientri fra le pratiche vietate e tieni traccia di come formi chi usa l’AI.

Sono vietati, per esempio, i sistemi che manipolano le persone, il punteggio sociale e il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro, salvo motivi medici o di sicurezza. Sulla formazione l’Omnibus ha precisato che non serve garantire un livello preciso: servono misure adatte alle persone e al contesto. Fonte: AI Act, articoli 4 e 5, e regolamento (UE) 2026/1744.

10 ott 2025In vigoreLegge italiana sull’AISe usi l’AI nella gestione del personale, informa i lavoratori. Se sei un professionista, informa i clienti.

La legge 132/2025 fissa i principi nazionali e delega il Governo alle regole di attuazione. Contiene già due obblighi diretti: il datore di lavoro informa i lavoratori quando usa l’AI (art. 11) e il professionista dice ai clienti quali sistemi di AI usa (art. 13).

2 ago 2026In vigoreTrasparenzaDichiara le immagini, gli audio e i video realistici generati con l’AI che pubblichi.

Vale per i contenuti che sembrano reali. Per i testi scritti con l’AI su temi di interesse pubblico l’obbligo cade se una persona li ha rivisti e ne ha la responsabilità editoriale. Da questa data l’AI Act si applica in generale, vigilanza compresa. Gli obblighi sui modelli su cui si basano ChatGPT, Claude, Gemini, Grok o Copilot, in vigore dal 2 agosto 2025, toccano invece chi li sviluppa. Fonte: AI Act, articoli 50 e 113.

23 ott 2026In vigoreItalia: autorità, sanzioni e lavoroSe l’HR usa l’AI, la decisione finale su assunzioni, valutazioni e licenziamenti resta a una persona.

Con il decreto legislativo 179/2026 AgID e ACN hanno poteri di controllo e sanzione, con criteri proporzionati per le PMI. Un licenziamento deciso solo da un sistema automatico è nullo, e il lavoratore può chiedere una motivazione comprensibile (art. 41).

2 dic 2026In arrivoMarcatura dei contenuti e nuovi divietiChiedi ai fornitori come marcano i contenuti generati dai loro strumenti.

Gli strumenti già sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono marcare come artificiali testi, immagini, audio e video che generano. Diventano vietati i sistemi che creano immagini intime di persone riconoscibili senza consenso. Fonte: regolamento (UE) 2026/1744.

2 dic 2027In arrivoAlto rischio: CV, candidati, prestazioniFai l’elenco dei software HR con funzioni di AI: è da lì che si parte.

Rientrano qui i sistemi che filtrano le candidature, valutano i candidati o misurano prestazioni e comportamento dei dipendenti (Allegato III). Chi li usa avrà obblighi propri, a partire dalla sorveglianza umana e dall’informazione ai lavoratori. Per l’AI nei prodotti già regolati dalle norme europee, come dispositivi medici o giocattoli (Allegato I), la data è il 2 agosto 2028.

Come lavoriamo insieme

Tre percorsi, anche separati, a preventivo dopo una prima chiamata.

01

Audit compliance AI

Mezza giornata sugli strumenti che usate davvero: dove siete a posto, cosa sistemare prima.

02

Policy interna sull’uso dell’AI

Un documento operativo, non un manuale da 40 pagine: cosa si può caricare, chi decide, come si valuta un fornitore.

03

Formazione del team

Casi concreti sugli strumenti che usate, con un percorso documentato: è la formazione che l’AI Act chiede.

Perché con me

Non sono un avvocato: la consulenza legale resta ai professionisti abilitati. Lavoro sul lato operativo, quello che un legale di solito non segue: come configurare in azienda gli strumenti AI (ChatGPT, Claude, Gemini, Grok, Copilot), quali impostazioni di privacy attivare, quando ha senso un modello in locale, come scrivere una policy che il team capisce davvero.

Supporto operativo su AI Act e GDPR applicato agli strumenti digitali. Non sostituisce la consulenza di un legale o di un DPO per gli aspetti giuridici formali.

Aggiornato al 23 ottobre 2026. Fonti ufficiali: regolamento (UE) 2024/1689, regolamento (UE) 2026/1744, legge 132/2025, decreto legislativo 179/2026.

Le condizioni dei fornitori di AI cambiano spesso: verificatele sulle loro pagine ufficiali, linkate nelle risposte della scheda Sicurezza dei dati, prima di decidere.

Si parte dalla formazione

Dal 2 febbraio 2025 l’AI Act chiede a chi usa l’AI di formare il personale che la usa. È anche la protezione più concreta per i dati: chi sa cosa può caricare, e dove, sbaglia meno.

La guida completa in PDF, cinque pagine con tutte le fonti linkate, si scarica gratis: utile da girare a chi in azienda decide.

Non serve un progetto enorme

Mezza giornata di audit basta per capire dove siete messi. Poi decidiamo insieme il resto.

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