Ogni volta che esce uno strumento AI nuovo, qualcuno scrive che Excel è morto. Poi passa qualche mese e Excel è ancora lì, nelle aziende di tutto il mondo, a fare il suo lavoro.
La verità è che Excel e AI non sono in competizione. Sono diventati complementari: capire come si integrano è una delle cose più utili che si possa fare oggi.
Cosa non cambia
Excel rimane lo strumento più diffuso per gestire dati nelle PMI italiane. Ha vent’anni di formule, logiche e strutture che funzionano. Non ha senso buttarlo via.
Quello che non cambia è anche il motivo per cui Excel a volte delude: quando i dati sono tanti, quando le formule diventano complesse, quando bisogna spiegare a qualcuno cosa sta succedendo nei numeri.
Cosa cambia con l’AI
L’AI non sostituisce Excel: accelera le parti lente.
La prima cosa che cambia è la scrittura delle formule. Con strumenti come Copilot integrato in Excel o assistenti esterni come ChatGPT, descrivere in italiano quello che si vuole ottenere e ricevere la formula pronta è ormai normale. Chi passava mezz’ora a costruire una formula CERCA.X annidata oggi ci mette tre minuti.
La seconda cosa è l’analisi. Caricare un foglio dati e chiedere “dimmi cosa sta succedendo qui” è già possibile con diversi strumenti. Non sostituisce il ragionamento umano, ma accelera il punto di partenza.
La terza è la generazione di report. Strutture che prima richiedevano ore di formattazione e aggregazione oggi si assemblano in minuti con i giusti automatismi.
Cosa puoi fare oggi
Se usi Excel regolarmente, il punto di ingresso più semplice è usare ChatGPT come assistente per le formule. Descrivi quello che ti serve in italiano: “voglio calcolare la media delle vendite degli ultimi 3 mesi solo per i clienti con fatturato sopra 10.000 euro” — e ottieni la formula. Poi la verifichi, la sistemi se serve, la usi.
Non è un’operazione tecnica. È un cambio di approccio: da “come si scrive questa formula” a “cosa voglio ottenere”. Quando lo mostro in aula per la prima volta, quasi sempre vedo la stessa reazione: incredulità, seguita da “ma allora perché non me l’hanno detto prima”.
Il limite da tenere a mente
L’AI può sbagliare le formule, specialmente quelle complesse o basate su strutture di dati particolari. Non va usata alla cieca. Va usata come punto di partenza da verificare, non come risultato finale.
Per chi conosce già Excel, questo viene naturale: si capisce subito se una formula è nel giusto ordine di grandezza. Per chi è alle prime armi, è un motivo in più per imparare le basi prima di affidarsi all’AI.